La prova

di Francesca Barbesino, Kenya

«Da poco partite e già ci metti alla prova, Gesù». Era il 19 di agosto. Seduta per terra, nella sala d’attesa dell’aeroporto di Casablanca, piangevo disperata. Io e Marina, la mia compagna di viaggio, avevamo appena perso la coincidenza per Nairobi. Pensavo che fosse la più grande sfortuna mai capitata nella mia vita. Avevo aspettato il giorno della partenza per la missione per un anno intero… e poi per una questione di cinque minuti tutti i piani sono saltati per aria.

Quei cinque minuti di ritardo hanno causato una reazione a catena, provocando una serie di eventi sfortunati: dovevamo metterci 36 ore per arrivare a Kaikor, il villaggio disperso nel deserto del Turkana che era la nostra meta in Kenya, e invece ci abbiamo messo sei giorni. A ogni passo in avanti che facevamo, un nuovo ostacolo si presentava di fronte a noi.

 «A chi fu dato tanto, tanto sarà richiesto» (Lc 12, 48). Penso che la mia missione in Kenya si possa riassumere in questa frase. Dio mi ha messo alla prova dal primo all’ultimo istante. Ho dovuto imparare ad essere paziente e a sapermi affidare. E infatti la cosa più bella che ho ricevuto in dono è stato l’avermi messo accanto una grande compagna di missione. Martina, dal primo all’ultimo giorno della nostra esperienza insieme, è stata il mio angelo custode. Lei e la preghiera sono stati gli elementi che mi hanno accompagnato fedelmente per tutto il mese.

La missione? La missione per me è stata pregare a bordo di una piscina in un lussuoso hotel di Casablanca, in attesa del volo. La missione è stata trovarsi in mezzo a una terra deserta, con appena il minimo di acqua indispensabile. La missione è stata riuscire ad avere fiducia in Dio anche quando sembra che qualcuno abbia gettato su di te il malocchio. È sentirsi chiamare sister ed essere seguita da un branco di bambini che, senza scarpe, salgono su una montagna pur di poter stare con te. È riuscire a partecipare ai momenti di preghiera in una lingua che non è la tua. Ma la missione è soprattutto sentirsi a casa in quell’angolo di mondo che sembra dimenticato da tutto e da tutti, ma non da Dio.

Tags: Giovani e Missione, Testimonianze, Testimonianza, Africa, kenya

Racconti di Missione

Leggi altri articoli...

Asia
  • 05/15/2019
  • By 

I conti tornano?

Missione vuol dire andare migliaia di chilometri lontano? O è missione anche quella a casa? Forse bisogna partire per capire che bisogna stare.

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.  Leggi di più