I conti tornano?

Daniele Martini,Thailandia

I conti tornano? È una domanda lecita. Perché rientrati dalla missione ci si ritrova molto più ricchi di quando si è partiti e avendo ricevuto molto più quanto si ha provato a dare.


Parto proprio da loro, dai compagni di missione, tanto sconosciuti prima di partire quanto importanti e preziosi ora, nel quotidiano. Fin dall’inizio di Gm1 ero incuriosito soprattutto dalla missione a cui sarei stato assegnato, ma il weekend delle destinazioni mi ha fatto vedere il cammino con un nuovo paio di occhi: i compagni con cui avrei condiviso l’esperienza sono diventati la cosa più importante.


E poi siamo partiti. La Thailandia. La prima immagine che viene in mente di solito sono i fasti di Bangkok, i suoi templi, il mercato galleggiante, il caos cittadino o le meravigliose spiagge di Krabi e di Phuket. Niente di tutto questo. Ad aspettarmi all’aeroporto di Chiang Mai (ero partito da solo per motivi lavorativi) c’erano i miei compagni e padre Marco che, insieme a padre Massimo e a padre Giovanni, è stato il nostro punto di riferimento.
Non mi soffermo su come trascorrevamo le nostre giornate in compagnia dei ragazzi in missione e tra i villaggi, ma preferisco raccontare dalle emozioni che mi hanno travolto. Ho vissuto la gioia dell’essere accolto gratuitamente, incondizionatamente. L’accoglienza tenera e allo stesso tempo curiosa di bambini che ti saltano addosso da tutte le parti. L’accoglienza energica delle suore, che aiutano i padri nelle missioni e nei villaggi. L’accoglienza autoritaria ma amorevole degli anziani dei villaggi, che non perdono occasione per farti sentire a tuo agio. Ecco… Mi sono sempre sentito a casa, mai straniero.


Ho sperimentato quell’affidarsi che ci ha accompagnato durante tutto il cammino di Gm1. In tutte le persone incontrate, tra tutte le mani strette, da tutti i sorrisi ricevuti, ho percepito Lui. «Signore dove sei e cosa vuoi che io faccia?» mi domandavo spesso. Lì ho trovato risposta. Mi sono chiesto cosa potesse fare una persona come me, per un così breve periodo, in un posto così lontano dalla realtà in cui ero abituato a vivere. La missione, mi domandavo cosa fosse la missione. E solo una volta tornato mi sono reso conto che missione non vuol dire andare a migliaia di chilometri di distanza, nei posti più poveri e isolati del mondo. È missione tutti i giorni, in tutto ciò che facciamo.
Concludo quindi con un invito: vivete ogni singolo secondo che avete a disposizione, senza dare mai nulla per scontato. Ci saranno magari momenti in cui non capirete tutto ciò che vi circonda, non troverete un senso per tutto ciò che accade, ma non scoraggiatevi! Custodite tutto, fatene tesoro! Tenete sempre il cuore aperto e pronto ad accogliere. Vedrete che… i conti tornano!

Tags: Thailandia, Giovani e Missione, Testimonianze, Testimonianza, Asia

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  • 10/09/2019
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