Beato te, pellegrino...

Michele Locatelli

Mi è stato chiesto di descrivere come ho vissuto e cosa è stato per me il pellegrinaggio da Barbiana ad Assisi che ho vissuto la scorsa estate, insieme ad altri 35 ragazzi, accompagnati da padre Alessandro, padre Carlos, suor Lorenza e suor Rosella e sostenuti e sostentati dall’equipe cucina. È difficile spiegare un’esperienza così intensa a chi non l’ha vissuta, ma ci proverò.

Ho scelto di iscrivermi a questa avventura su consiglio di mio fratello; sentivo il bisogno di un tempo da dedicare a me stesso, di un periodo di riflessione e silenzio per riordinare la mia vita che, nella frenesia della quotidianità, mi sfuggiva via senza essere vissuta davvero. Avevo bisogno di un’esperienza forte, vera, che mi facesse crescere e maturare. Sentivo la necessità di affidarmi e di lanciarmi in qualcosa che altri mi dicevano fosse bello... ma su cui non avevo certezze.

E così sono partito, senza conoscere nessuno dei miei compagni di viaggio. Sono tornato dopo due settimane con quaranta nuovi amici. Sono rimasto stupito di come, in così poco tempo, si siano costruite delle amicizie più profonde e più vere di tante che ho, nella ridente città di Valmadrera, con ragazzi che conosco da una vita… In pellegrinaggio si ha tempo per tutto, per il silenzio e per le amicizie, non si ha fretta! Si camminava circa otto ore al giorno (dalle 5 del mattino, in modo da sfuggire alle ore più calde della giornata) e piano piano ci si apriva alle relazioni e si approfondivano i rapporti. Nel cammino è stato bello imparare ad andare al passo degli altri, perché l’importante non era arrivare, ma arrivare insieme. Alla fine di ogni tappa di cammino, che ci regalava paesaggi mozzafiato tra la Toscana e l’Umbria, assaporavamo la bellezza di essere attesi dall’equipe cucina e dai nostri compagni infortunati, che ci accoglievano con un sorriso.

pellegrinaggio 2017

Il pellegrinaggio è stato quasi magico. Mi sono rimaste impresse nel cuore le parole di suor Lorenza che, la prima sera, mentre ci spiegava come si sarebbe svolta quell’esperienza, ci ha detto: «Fate attenzione a vivere bene questo tempo, perché lo Spirito camminerà con noi». In effetti credo di poter affermare che è andata proprio così: mai come in quei giorni ho vissuto una preghiera così intensa e ho sentito che Qualcuno era con noi, che eravamo uniti da qualcosa più grande. Non tutti eravamo credenti e praticanti, ma tutti eravamo alla ricerca di qualcosa, ognuno arrivava con varie domande dentro di sé... e credo che questo fosse il denominatore comune di tutto il gruppo.

Prima di partire, ogni mattina, recitavamo la preghiera del pellegrino in cui si dice: «Beato te, pellegrino, quando capisci che il vero cammino comincia quando finisce la strada». Ho avuto bisogno di tornare a casa e riprendere la vita di tutti i giorni per capire cosa volesse dire questa frase. In pellegrinaggio era relativamente facile vivere in un determinato modo le relazioni, la fede, i discorsi e le fatiche; la parte difficile è sfruttare questa esperienza come trampolino di lancio per rivoluzionare la propria quotidianità. Il tema che ci ha accompagnato in quei giorni di cammino è stato “Belli brillanti: sulle orme dei profeti scomodi”; la consapevolezza che ognuno di noi si è portato a casa è che siamo chiamati ad essere di scandalo con la nostra vita nelle nostre famiglie, nelle nostre università, nei nostri luoghi di lavoro, nei nostri oratori e nelle nostre chiese, nella metropolitana come nei centri commerciali. Perché «il mondo ci chiederà di accomodarci ma non dobbiamo avere paura di essere profeti scomodi», non siamo soli!

Il pellegrinaggio è stato tutto questo e ci sarebbe davvero molto altro da dire, ma non mi dilungo. È stata un’esperienza che ha cambiato e sta cambiando tanto della mia vita. E il cammino è appena cominciato.

assisi pellegrinaggio

 

Tags: estate, italia, giovani, Testimonianze, Pellegrinaggio, Estate2017

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