L'Africa puoi solo viverla

Giovani e Missione 2014-2016

Uganda, Estate 2015 - Chiara Denaro

Fare memoria di quello che la missione è stata per me significa scavare nella profondità dei miei ricordi per riportare in superficie ciò che di più bello e prezioso il mio cuore custodisce e conserva: raccontarlo a voi che vi preparate a partire mi emoziona incredibilmente. La difficoltà sta nel trovare delle parole che adeguatamente possano descrivere la bellezza e la ricchezza di questa esperienza, certa che nessun racconto potrà mai rendere giustizia a ciò che ho vissuto.

L’Africa non puoi raccontarla, puoi solo viverla e lasciarti toccare. Ma se ti tocca, non puoi decidere che rimanga un tocco superficiale, ti colpisce come un pugno e ti entra dentro senza chiedere permesso. Ciò di cui, al contrario mi è facile parlarvi, certa che capirete, sono gli incontri con le persone, che mai dimenticherò. Con i bambini comunicavo a sguardi, neanche i gesti funzionavano, apparteniamo a  culture troppo diverse; nonostante questo, negli occhi della gente era presente la stessa curiosità che avevo io nell’incontrare loro, e stando anche solo per pochi secondi con qualcuno di loro cercando di intenderci in qualche modo buffo e improvvisato, scorgevo l’identico grande desiderio di felicità che avevo anche io, che ci permetteva di capirci nel nostro essere donne e uomini.

La destinazione Uganda, così lontana da casa e così vicina all’equatore e a me stessa, è stata l’occasione per poter compiere un viaggio nelle profondità del mio cuore e del mio “io più vero”. La preghiera che mi ha accompagnato durante tutto il viaggio era un “desiderio di svuotamento”, in modo da poter essere capace, pronta, o almeno disposta ad abbracciare e a farmi abbracciare da quello che avrei trovato in missione, affidandomi con fiducia ad accogliere quello che era stato preparato per me e che mi stava attendendo. L’Uganda non è stato soltanto il luogo privilegiato in cui le mie domande più insistenti hanno trovato risposta, è stata anche e soprattutto l’occasione che più mi ha permesso di fare chiarezza e sano discernimento tra i desideri più belli, buoni e veri della mia vita. Ora, avendo capito in modo chiaro e limpido che cosa questa esperienza aveva da darmi e da dirmi, ho il dovere di testimoniare con gioia di aver incontrato Qualcuno che parlasse alla mia vita, di Qualcuno che non fossi io che mi rivelasse le risposte più importanti a cui mai sarei potuta giungere da sola. Ho incontrato il Signore nella lettura e nella meditazione quotidiana della sua Parola, ho riconosciuto la sua voce nella preghiera silenziosa e pacifica del cuore, ho fatto esperienza della sua presenza in Giorgio e Marta che ogni giorno si sono presi cura di me, in Elena che mi è stata amica dal primo giorno e nel popolo ugandese che mi ha accolta e custodita con amore. Ringrazio il Signore per avermi mostrato quale è il modo in cui mi sta chiamando ad amare, e per la bellezza che ogni giorno sperimento nel rispondere con la vita alla vocazione sulla donna che sono.

 

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