Missione Misericordia: Visitare gli infermi

 

Ordinato nel 1998, padre Daniele Belussi, dopo una prima esperienza di missione in Brasile, ha ricoperto l’incarico di rettore a Rancio di Lecco dove si situa la casa d’accoglienza Pime per i missionari anziani.

Come vivi in missione questo aspetto della Misericordia?

Alla Casa Giovanni Mazzucconi del Pime a Rancio sono accolti i missionari che giungono al termine della loro vita. Qui si possono trovare uomini che sono stati pionieri di missione nelle parti più svariate del mondo. Tutti hanno una storia straordinaria da raccontare che qui giunge al termine. Vivere la Misericordia a Rancio significa dare importanza a ciascuno dei padri ospiti, tutti i giorni, ogni momento. Dare senso a chi è alla fine della propria vita è necessario per non far sentire quella persona un peso inutile. Questo luogo non è una casa di riposo, ma una comunità missionaria dove i padri anziani devono sentirsi a casa propria, così come sono, con le proprie difficili condizioni psico-fisiche e l’età che avanza. Anche se possono sembrare burberi, insistenti e poco accomodanti, non devono percepire se stessi come uno scarto. La maturità di un Istituto si evince anche da questo: da come le sue “pietre miliari” sono valorizzate e accudite.

Trovo poi che la Casa di Rancio sia la più missionaria tra quelle del Pime proprio perché la sensibilità per le terre lontane aumenta con l’anzianità: i padri hanno ben chiara l’impossibilità di tornare in quei luoghi a prestare servizio così pregano molto per le comunità che hanno lasciato e inviano mensilmente il proprio sussidio ai giovani missionari che ora vi operano. Piccoli gesti che noi valorizziamo perché loro stessi riconoscano di essere ancora importanti per l’Istituto. Oltre a questo, qui si fa poco altro: in questa casa, lo stile di vita è incentrato sulla preghiera e l’Eucarestia, elementi che sono fondamento anche delle altre case ovviamente, ma a Rancio ne diventano il fulcro.

 

Puoi raccontarci un episodio legato a quest’opera di Misericordia?

È paradossale affermare che “i migliori incontri” che ho avuto con il Signore sono avvenuti durante la somministrazione dei sacramenti in punto di morte. Un esempio lo ritrovo in uno dei padri di Rancio che ho accompagnato qualche tempo fa negli ultimi istanti della sua vita. Oltre a chiedermi i consueti sacramenti per gli infermi, questo missionario sentiva la necessità di consegnare all’Istituto una parte importante e “nascosta” della propria vita. Così mi ha chiesto se potevo ascoltare e custodire alcuni episodi della sua esperienza missionaria che per quanto belli e significativi aveva deciso di non raccontare a nessuno. Era come se stesse consegnando a me una sorta di memoria storica e intima perché non andasse perduta, ma diventasse spinta e incoraggiamento per tutti. In punto di morte, questo padre, invece di ricevere conforto, ha preferito fare un regalo a un proprio confratello convinto che ne potesse beneficiare per la vita futura. Sempre qualche tempo fa, sono stato vicino a un padre in coma da settimane. Giunto al momento della fine, la sua mano si è risvegliata per un istante e ha stretto con forza la mia. Nel momento di massima debolezza, questo missionario ha avuto uno “scatto di forza” per consegnarsi nelle braccia del Padre. Ha aspettato proprio quel sussulto di vita per abbandonarsi a Dio. Anche questa è Misericordia.

 

L’inizio del Giubileo della Misericordia può dare uno slancio al tuo operato e alla tua fede? Il Papa parla spesso di misericordia: c’è una sua frase nella quale ti riconosci?

Il Papa ha sottolineato più volte come la nostra vita sia permeata dalla “cultura dello scarto” che tende a diventare mentalità comune e contagia tutti. La vita umana perciò non è più sentita come valore primario da rispettare e tutelare, soprattutto se è povera, disabile o anziana. L’Anno Santo della Misericordia può riportare attenzione su questo e valorizzare posti come Rancio dove l’umanità e la fragilità hanno casa.

 

E tu? Hai vissuto la Misericordia sulla tua pelle?

Diventare prete missionario. Crede che questo sia stato l’atto più grande di Misericordia che io abbia mai ricevuto.

Tags: italia, missione, misericordia

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