Travolti dalle emozioni

di Simona Brancato

 

Se dovessi dare un titolo all’ ultimo weekend di "Missionando" trascorso al Pime lo chiamerei sicuramente “travolti dalle emozioni!” Ebbene sì, un vortice di emozioni ci ha travolto in tanta bellezza, pura e semplice.

Oggi sono davvero rari i momenti in cui i giovanissimi riescono a ritrovarsi in un clima di divertimento, fatto di cose semplici e di rispetto reciproco, ma soprattutto momenti per riuscire a mettersi in ascolto dell’altro, nella curiosità di guardarsi prima come sconosciuti e scoprirsi poi pian piano come amici, con sensibilità e dolcezza. Questo è quello che siamo riusciti a fare in questi due giorni, grazie soprattutto ai padri, alle suore e a tutti i ragazzi che si sono occupati della preparazione delle attività volte alla conoscenza, alla condivisione e soprattutto alla libertà di espressione.

Durante la serata di sabato, in un momento di riunione, ci siamo trovati di fronte a delle immagini che rappresentavano diversi stati d’animo. Siamo stati chiamati a scegliere quella che rispecchiava di più l’emozione che stavano vivendo in quel momento, ed è lì che è nata la magia. Molti hanno scelto di raccontarsi, c’era chi parlava di felicità, chi invece con gli occhi gonfi raccontava di un momento difficile, chi invece parlava di un proprio limite, la rabbia, e chi infine non è riuscito ad esprimersi attraverso le parole, ma con gli occhi ha detto molto di più. È stato meraviglioso assistere a tutto questo e percepire il bisogno di essere ascoltati e di ascoltare.

La domenica tutti insieme ci siamo recati a Scampia, alla Scuola dell’Arcobaleno, gestita da fratel Raffaele e fratel Enrico, due persone dal cuore enorme. Abbiamo partecipato alla celebrazione e con la preghiera e il canto si è creato un meraviglioso clima di comunione. Fratel Enrico ci ha raccolti intorno a lui e con le sue parole ha catturato i nostri cuori! Si è raccontato come un uomo libero, ma soprattutto coraggioso di servire e testimoniare la parola di Dio, in un territorio ormai privato di quella tenerezza di cui molti bambini, accolti all’interno della scuola, hanno bisogno. Fratel Enrico ci ha chiesto di raggiungere il centro della sala, lì c’era un recipiente con della terra, la terra di Scampia. Emozionati, tutti ci siamo sporcati le mani con quella terra per ricordarci che, vicini o lontani, abbiamo la nostra fetta di responsabilità in questa situazione, che non possiamo restare nell’inconsapevolezza, nell’ipocrisia e nell’egoismo di chi non viene colpito in prima persona. Ci siamo sporcati le mani e abbiamo ascoltato storie di ragazzi come noi morti per errore, storie piene di dolore, ma che si concludevano sempre con un forte messaggio di speranza.

In seguito fratel Enrico ci ha guidato per le strade di Scampia, in un solare pellegrinaggio, a testimoniare che non bisogna avere alcuna paura e che Scampia è ancora un territorio pronto ad accogliere dei giovani portatori di allegria e di novità. Ricchi di ogni bene siamo tornati alla scuola dove, affettuosamente, ci siamo salutati con tanta emozione con la promessa di rivederci ancora. Tornati a casa, abbiamo portato nelle nostre parrocchie e nelle nostre case l’esperienza vissuta, cercando di non lasciare al caso ciò che avevamo fatto, ma di essere testimoni di tutto ciò che i nostri occhi avevano visto, le nostre orecchie udito e il nostro cuore amato.

Tags: cammini, giovani, adolescenti

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