Felicità, felicità

di Gabriele De Carlo

Felicità. È il tema trattato nel week end trascorso al Pime a Ducenta. Un tema sicuramente delicato, soprattutto per i ragazzi che sono in piena fase adolescenziale, ai quali la felicità sembra qualcosa di addirittura utopico, qualcosa di difficile da raggiungere soprattutto nella società che ci circonda.

E allora credo che, proprio in questa fase della loro vita, siamo chiamati ad accompagnare i giovani verso il vero significato di questa parola: felicità. Dobbiamo mostrarci pronti, soprattutto attraverso la nostra testimonianza, a far capire loro che arrivare alla felicità non è poi così difficile: basta guardarsi dentro e imparare che tutto ciò che si possiede è dono di Dio.

In questo l’esperienza al Pime è stata di grande aiuto. In primis è stato dedicato tempo alla conoscenza tra gruppi e animatori: quindi fin da subito abbiamo sperimentato la felicità attraverso i legami. La sera, attraverso dei testi e grazie agli animatori, abbiamo fatto la conoscenza di Chiara Luce Badano e di Carlo Acutis, due personaggi che nella loro vita, breve in entrambi i casi, hanno dato una vera e propria testimonianza della felicità.

La nostra domanda era «Si può essere felici pur sapendo che la propria morte è vicina?». Attraverso questi due personaggi abbiamo imparato che, se si affida la propria vita a Dio, allora ogni ostacolo è superabile, persino uno che all’apparenza sembra inaccettabile, come la morte. Basta questa citazione di Chiara Luce per capire come questa giovane donna abbia conosciuto la felicità nonostante la sua malattia: «L’importante è fare la volontà di Dio... è stare al suo gioco… un altro mondo mi attende… mi sento avvolta in uno splendido disegno che, a poco a poco, mi si svela… mi piace andare in bicicletta e Dio mi ha tolto le gambe, ma mi ha dato le ali…».

Il giorno seguente abbiamo conosciuto la Lega del Filo d'Oro, e con loro abbiamo potuto toccare con mano l’intreccio difficoltà-felicità. Sono venuti a trovarci Antonio e Stefano, due persone sordocieche di questa associazione, accompagnate da un volontario che spende la propria vita per loro. Scoprire la felicità con cui quel volontario presta questo servizio è stato di grande impatto. ma ciò che più ci ha colpito è stato vedere queste due persone che, nonostante le difficoltà e tutti gli ostacoli incontrati lungo il percorso della loro vita, non hanno mai perso il sorriso. Anzi, direi che con la loro spontaneità sono stati bravi a farci divertire; raccontandoci cos'è per loro la felicità ci hanno trasmesso la loro gioia e ci hanno dimostrato che se si ha fede è possibile scavalcare ogni muro.

Allora non resta che ringraziare chi ha permesso tutto questo: i padri del Pime insieme alle Missionarie dell’Immacolata; grazie agli animatori incontrati al Pime, con i quali abbiamo scoperto che la felicità è presente in ognuno di noi, ma tendiamo a nasconderla; e grazie soprattutto ad Antonio e Stefano che ci hanno fatto capire che «Nel buio e nel silenzio nascono sorrisi che durano un attimo, ma che valgono una vita».

 

Tags: giovani, adolescenti

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