Verità e giustizia On Air

di padre Fabio Motta

Già da piccolo sognava di mettersi al servizio della verità e della giustizia, ideali forse non ancora ben chiari ma di certo identificati nelle professioni di avvocato e giornalista. Diritto e comunicazioni sociali, due aree in cui è necessario esporsi e schierarsi, difendere e denunciare, atteggiamenti questi che Casimiro Jorge Cajucam ha manifestato molto presto.

Da adolescente viene scelto come capo bankada, responsabile della compagnia che si ritrova per organizzare attività e momenti ricreativi nel suo quartiere di Bissau. Un’indubbia propensione alla leadership lo fa emergere benevolmente e lo vede sempre in prima linea, da quando più tardi si inserisce nel cammino cristiano e frequenta i gruppi parrocchiali come responsabile, fino all’ultima grande responsabilità: direttore dell’emittente cattolica Radio Sol Mansi. A soli 34 anni viene scelto dai vescovi delle due diocesi per ricoprire questa funzione importante e delicata, in un contesto culturale in cui l’oralità ha decisamente più presa di altri mezzi comunicativi. «È il primo guineano e il primo laico ad assumere questa responsabilità», ha sottolineato padre Zamberletti, ex direttore della radio, nel giorno del passaggio di consegne.

La voce di Casimiro è una delle più conosciute in Guinea Bissau, anche grazie al fatto che Radio Sol Mansi copre ormai tutto il territorio nazionale. Ma per sedersi su quella poltrona Casimiro non ha usato agevolazioni e favori. Ha cominciato dal basso, sfruttando i mezzi disponibili in Guinea Bissau, senza ricorrere alle classiche “borse di studio” per formarsi all’estero e garantirsi un futuro migliore. Mentre studia comunicazioni sociali all’università lusofona di Bissau diventa corrispondente sul campo di Radio Sol Mansi e capisce da subito l’importanza di avvicinare i microfoni della radio alle situazioni della gente.

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«Dare voce a chi non ha voce, stare dalla parte dei più lontani»: è ancora questa la visione della radio, come ribadisce oggi Casimiro. Più il tempo passa e più cresce la voglia di dedicarsi al lavoro di giornalista, di trasmettere programmi sui temi della pace, dello sviluppo, dell’evangelizzazione, della custodia del creato. Sfrutta gli stage formativi organizzati dalla radio con personale di emittenti estere, e si cimenta in programmi che prepara con cura e competenza. Le sue qualità umane e professionali gli fanno meritare l’assunzione tra i giornalisti della redazione e poi i primi riconoscimenti, tra cui quello prestigioso di “giornalista dell’anno” per un programma di prevenzione dell’Aids. Di conseguenza nuovi incarichi e nuove responsabilità: oggi Casimiro guida anche la Commissione inter-diocesana delle comunicazioni sociali.

Da dove gli vengono questa determinazione e questa volontà? Casimiro non nasconde che il salto di qualità lo ha fatto grazie alla fede. «Fino all’adolescenza non frequentavo la Chiesa - racconta -. Anzi, prendevo in giro i miei amici di bankada che frequentavano il cammino cristiano». Poi un puntata in chiesa, invitato dalla sorella, e quella lettura degli Atti che racconta la vocazione di San Paolo. «L’omelia di padre Ermanno Battisti del Pime mi ha toccato il cuore, sembrava rivolta a me - confida -. Un invito a mettermi sulle orme di Paolo per conoscere Gesù».

E da quel giorno Casimiro ha orientato tutta la sua vita al Vangelo. Un incontro provvidenziale, quindi, con un santo che gli è da maestro sul cammino verso la verità e la giustizia, nell’interpretazione della legge e nella comunicazione, proprio come lui sognava.

Tags: Guinea Bissau, GiovaniConLeScarpe, Africa

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