S-fidati!

Siamo andati al Campo di Busto, dove si lavora sodo e si parla di fiducia

Quest'anno sono un po' meno del solito: circa una settantina di giovani contro il centinaio degli anni scorsi. Ma questo non vuol dire che al Campo di Busto non sappiano farsi valere. In un solo weekend sono stati in grado di raccogliere 10.000€, destinati ai progetti del Pime. E siamo solo a metà del Campo.Per chi non lo conoscesse, il Campo di Incontro-lavoro di Busto Arsizio (VA) sono quei dieci giorni di fine agosto in cui giovani dai 15 anni in su si rimboccano le maniche e svuotano cantine, smontano mobili, effettuano traslochi, sgomberano magazzini. Tutto l'usato raccolto viene poi smistato e rivenduto nel mercatino gestito dall'associazione "Il Granello di Senapa", che dona il ricavato alle missioni del Pime. Ma il Campo non finisce qui: ogni mattina ai partecipanti sono proposte attività e momenti di riflessione che vanno a formare un cammino di crescita.

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Il tema scelto per quest'anno è la fiducia. "S-fidati", questo il titolo del Campo, è sia un invito che una provocazione. «Anche se non si sente nominare molto spesso, la fiducia è un tema attuale» ci dice Eleonora, campista di lunga data e una delle organizzatrici. «La fiducia oggi manca, negli adulti come nei giovani. Non c'è fiducia nel futuro, nel lavoro, nelle relazioni. Oppure, al contrario, c'è un eccesso di fiducia in se stessi, che può condurre al successo e una realizzazione personale, ma porta con sè anche grossi problemi». Le riflessioni proposte ai partecipanti sono strutturate secondo un percorso che parte proprio da qui, dall'eccesso di fiducia in se stessi e arriva alla fiducia negli altri e alla fiducia in Dio. Ad accompagnare i giovani ci sono due figure che durante la loro vita hanno seguito questo percorso, con i suoi alti e bassi.

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Il primo personaggio è nientemeno che San Paolo: all'inizio orgoglioso persecutore di cristiani, perde improvvisamente la fiducia che aveva in se stesso e nella sua causa quando il Signore in persona gli parla. Da quel momento deve reinventarsi e aver fiducia negli altri per svolgere la sua nuova missione. La sua storia fa da filo conduttore di tutto il Campo di Busto, insieme alla testimonianza di Claudio. «Per i ragazzi è una figura un po' misteriosa, non hanno ancora capito bene perché viene a raccontare la sua esperienza» dice Eleonora. «Viene qui a giorni alterni e svela una tappa della sua vita, a partire da quando era un imprenditore in grado di comprar casa a tutti i suoi familiari e di avere un elicottero personale. Poi ha raccontato di come ha fatto bancarotta ed è finito in carcere, perdendo la fiducia in se stesso che lo aveva portato al successo. Da qui in poi è spinto a cominciare una nuova vita e ad aprirsi agli altri. Ma i ragazzi non sanno come va a finire la storia». Parlare di un tema così delicato a settanta persone di età diverse e di diverse provenienze non dev'essere facile. «Cerchiamo di dare spunti di molti tipi» spiega Eleonora «Dalle testimonianze ai film, da brani di libri a piccoli laboratori di creatività. La forza del Campo è che ognuno prende quello che vuole o quello che può, ognuno sceglie quanto andare in profondità».

Il Campo è per molti dei nuovi arrivati una vera e propria sfida di fiducia. «Sapevo com'era il Campo perchè le mie cugine lo avevano già fatto e me l'hanno raccontato» ci dice Stefano «Così mi sono fidato di loro e di quello che mi hanno detto e mi sono iscritto anche io. Il lavoro è faticoso, ma la compagnia e il fatto di condividere tutto ripaga le sudate». Natalia invece non ci voleva venire: «Sono stata un po' costretta dai miei» dice «Ma ero convinta che il secondo giorno sarei scappata via. Invece appena sono arrivata ho fatto amicizia, sono rimasta e adesso sono contentissima». «Noi siamo state incuriosite dal fatto che al Campo si lavora» dicono invece Chiara e Valentina «È qualcosa di diverso dalla solita vacanza, però sembrava divertente. Così ci siamo iscritte. La cosa che ci ha stupite di più è la facilità con cui al Campo di fa amicizia. Il secondo giorno ci sembrava di essere tutti vecchi amici anche se ci eravamo appena incontrati».

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