Giovani verso il Sinodo

I giovani d’oggi verso il Sinodo

Il mondo giovanile è spesso oggetto di discussione da parte di chi, col passare degli anni, ne è finito fuori. Come se, una volta superata una certa età, gli adulti non riuscissero più a capire le nuove generazioni. I giovani si coprono così di un’aura di mistero e, spesso, di incomprensione: perché fanno così? Perché queste strane mode? Perché queste scelte?

Tra chi si interroga sui giovani c’è sempre stata anche la Chiesa. Basti ricordare la sollecitudine e il calore con cui Papa Giovanni Paolo II dialogava con loro. Ora Papa Francesco è arrivato anche a dedicare a essi un Sinodo, il prossimo, previsto per l’ottobre del 2018. Il tema scelto per la grande riunione dei porporati di tutto il mondo – I giovani, la fede e il discernimento vocazionale – è «Espressione della sollecitudine pastorale della Chiesa verso i giovani», sottolineava la nota che l’anno scorso annunciava la decisione del santo Padre.

Ma non c’è progetto pastorale, né si potrebbe tenere il Sinodo, senza un’adeguata preparazione. Senza conoscere i pensieri, i desideri, i sogni dei giovani stessi. Proprio per questo, il segretario generale del Sinodo dei vescovi, il cardinale Lorenzo Baldisseri, ha più volte posto l’accento sull’apparato di comunicazione che ruota intorno all’organizzazione del Sinodo. Con la pubblicazione di un sito dedicato all’evento e, ancor di più, di un questionario rivolto ai giovani, la Chiesa sta cercando di conoscerli, ponendo loro le stesse domande, che i genitori si pongono guardando i loro figli adolescenti: che cosa passa loro per la testa? Cosa pensano di noi? Cosa diventeranno?

Abbiamo scelto di farci le stesse domande. Di contribuire, nel nostro piccolo, alla preparazione di un Sinodo che si preannuncia estremamente interessante perché mette insieme tre cose che, nell’immaginario collettivo, non vanno affatto d’accordo: giovani, fede e vocazione. Ma che, proprio per questo, potrebbe marcare l’inizio di una rivoluzione nell’approccio della Chiesa al mondo giovanile. E, si spera, viceversa.

In quanto istituto missionario, però, il Pime non può non volgere il suo sguardo a tutti i continenti, ai Paesi più lontani, ai giovani che vivono in condizioni completamente differenti le une dalle altre. Non può non porre anche a loro quelle domande, facendosi portatore della molteplicità culturale che permane nonostante il mondo, soprattutto quello dei giovani, sia sempre più piccolo e uniforme. Questa nuova rubrica, perciò, si è configurata spontaneamente come un’intervista multipla rivolta a giovani dei cinque continenti. Un’intervista che non vuole tirarsi indietro di fronte alle domande più spinose che si possano rivolgere a un under-30 sulla spiritualità: come vedi la Chiesa? Cosa ne pensi della sua tradizione? Cosa diresti a un tuo coetaneo che non crede? Quali sono i punti deboli dei giovani? Cos’è per te la vocazione?

Forse potremmo arrivare a indovinare le risposte di un ragazzo italiano, ma un suo coetaneo che vive in Africa risponderebbe allo stesso modo? E uno che vive in Asia, risponderebbe allo stesso modo? Forse sì, o forse no. In entrambi i casi sarà interessante sentire le risposte.

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Tags: italia, giovani, sinodo2018