Acogida, alegria, fe

di Martina

Appena arrivata in Messico, i primi particolari che mi hanno colpito sono stati i colori sgargianti delle case abbarbicate sul cerro, la collina vicina al quartiere in cui eravamo ospiti io e Chiara, mia compagna in questo viaggio, e la musica che ad ogni ora del giorno riempiva le strade. Tutto già ci trasmetteva grande spensieratezza e gioia di vivere. Queste prime impressioni sono state confermate, i giorni successivi, negli incontri con le persone che hanno fatto parte della nostra quotidianità messicana per un mese: i padri, le suore, le donne della comunità, i bambini con cui giocavamo…

Tre sono le parole che oggi, a quasi un anno di distanza, mi vengono in mente non appena penso al Messico: acogida, alegria, fe. L’acogida, accoglienza, è l’atteggiamento che i messicani incontrati in questo mese hanno riservato a Chiara e a me, las chicas italianas, come ci chiamavano. Nessuno ci ha fatto sentire delle estranee, anzi tutti erano incuriositi dalla nostra presenza e persino dalla nostra vita in Italia; lo dimostravano anche attraverso piccoli gesti, per esempio chiedendoci di intonare qualche bel canto del nostro Paese o di insegnare loro qualche parola in italiano.

L’alegria, la gioia, è poi davvero insita nel cuore delle persone che abbiamo conosciuto in missione. Erano contenti anche semplicemente di averci con loro, e ce lo dimostravano volentieri e in maniera gratuita, ringraziandoci spesso per il solo fatto che fossimo lì, senza alcun bisogno che facessimo grandi cose per loro. L’ultima parola che può richiamare il mio mese messicano è fe, nel suo duplice significato di fede e di fiducia. Fede perché non si può non essere colpiti dalla spontaneità e dalla gioia, talvolta chiassosa, con cui i messicani vivono il proprio rapporto con Dio nella liturgia, così come quello con la comunità nella quale sono chiamati a testimoniare il loro credo. Fiducia perché questo è lo stile degli uomini e delle donne del Messico, fiduciosi e aperti nei confronti del prossimo, pieni di speranza nella vita che certamente non ha risparmiato e non risparmia loro delle avversità, a volte anche grandi. Ma loro continuano a credere e a considerare quella vita una vita bella. E sono proprio i volti sorridenti e gioiosi delle persone che ho incontrato durante questo mese di missione il ricordo più bello e duraturo che avrò del Messico.

 

Tags: Giovani e Missione, Testimonianze, messico

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