Affidati che Dio ti aiuta

Filippo Monaco, Giovani e Missione in Brasile

Ma come faccio ad affidare la mia vita? Come si fa a scegliere una strada da percorrere in un futuro così ignoto? Come faccio a vivere ogni giorno consapevole che qualcun altro sta agendo nella mia vita? Dove ti aggrappi quando senti che tutto ti scivola dalle dita e non puoi farci niente? Come posso non aver paura di quello che non conosco nel mio domani? E se devo fare una scelta importante e non ho certezze, dove trovo la sicurezza? E se poi sbaglio? Ma se Dio ha un disegno per me, io come faccio a comprenderlo? Questo è un buon inizio per intraprendere un percorso come GM...


Tutti i miei dubbi partivano da un’unica debolezza: l’incapacità di fidarsi di Dio. Cercavo la consapevolezza profonda di essere amato da Lui. Ho partecipato ai primi incontri pensando che probabilmente non sarei partito. Ma ho iniziato a camminare e da subito ho sentito che stavo cambiando. Mi stavo scavando dentro, tutto si muoveva e veniva messo in discussione.
Una volta in Brasile ho affondato i piedi scalzi nel fango del Rio. Da quel momento ogni passo è stato una scoperta dell’amore di Dio. Man mano che camminavo mi rendevo conto che tutto ciò che avevo intorno era presenza di Dio: ogni persona che incontravo, sentivo che era amata da Lui e incrociava il mio cammino perché me ne rendessi conto. A tutte le domande iniziali vi era una sola risposta: Lui ti ha creato. Ti ama. Si prende cura di te. E non potrebbe mai abbandonarti. Neanche se fossi disperso con degli indios di cui non conosci la lingua nella foresta più nascosta del mondo, con nient’altro che uno zainetto e un compagno di missione. Una risposta così semplice la trovi ovunque, ma il punto non è la risposta in sé. Il punto è che devi partire e sperimentare sulla tua pelle la sensazione di essere amato. Non l'avrei mai capito se non l'avessi visto. Fidandoci a ogni passo, alla fine della missione siamo tornati al punto di partenza. Sporchi, puzzolenti, un po’ randagi, ma soprattutto scalzi. Mi ero scrollato di dosso ogni paura, ogni incertezza della sua presenza e del suo amore. Mi sentivo semplice e tutto era più chiaro.


Ora, quando chiudo gli occhi per pregare, vedo il Suo volto che mi sorride: il volto di tutte le persone conosciute, incontrate o solo sfiorate con lo sguardo durante quel mese in Brasile. Ora ho consapevolezza di quello che sono, di dove voglio andare, ma soprattutto lo stile con cui voglio arrivarci. Semplicemente scalzo. Con poco più che la certezza di un Dio che mi ama e che si prende cura di me in ogni mia scelta e in ogni mio sbaglio.

 

 

 

Tags: Giovani e Missione, Testimonianze, Brasile, Testimonianza, Sud America, Amazzonia

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