Messa, mesa, mensa

di Valentina

Una valigia, uno zaino, un cuore libero. Ora che sono tornata mi accorgo che il vero bagaglio, di cui per fortuna non controllano il peso per l’aereo, è proprio il cuore. Sono partita così, piena di curiosità. Curiosità perché non sapevamo nulla della Missione se non che saremmo state in una scuola in Colombia, a Medellin, e dalle suore Dorotee. Sono partita anche con la voglia di lasciarmi cambiare, ed è questo che mi piace di Dio, che ci mette sempre in movimento verso qualcosa di buono. In Missione, mi sono sentita guidata da quell’amore a cui ci chiama, ogni aspetto mi ricordava quanto il Signore agisca per il nostro bene.

Un gesto particolare, che mi ha donato uno sguardo nuovo, era nell’orto di casa, in cui veniva posto in una ciotola un avocado per gli uccelli. Siamo abituati a pensare allo spaventapasseri per tenerli lontani dai frutti dell’orto; invece in missione ho scoperto come, cambiando punto di vista, sia possibile convivere in armonia. Avevamo la cura di cambiare l’avocado di tanto in tanto affinché potesse essere sempre buono per gli uccellini. La casa, in questo amore, non era più solo a terra ma raggiungeva il cielo.

La missione in Colombia è stata per me un abbraccio alla vita e alla natura, in una terra piena di colori come Medellin, la città dell’eterna Primavera, in cui tutto è fioritura; come non lasciarsi travolgere da questa rinascita?

Nel mio diario avevo scritto: «Ho incontrato qui tanti piccoli Gesù che mi vogliono bene e mi aiutano a voler bene». Le mie compagne di missione, le nostre suorine e il padre della parrocchia, i bambini e le maestre, i giovani con i loro sogni molto vicini ai nostri, e tante altre persone che nel loro piccolo sono state importanti. Se penso all’essere missionari, penso a questo scambio reciproco dell’amore di Dio nei gesti, nella cura e nella vita di ogni giorno.

Abbiamo vissuto nella condivisione completa, del tempo, degli spazi, dei compiti da svolgere, del cibo, delle pulizie, dell’amore. C’era pace, ordine, gioia in un modo che non saprei né descrivere né spiegare, ma non per questo venivano meno fatiche o difficoltà. Credo che solo il Signore sia l’origine di tutto questo e ci renda capaci di viverlo nella nostra quotidianità.

Dalla Messa, alla mesa, alla mensa. Un gioco di parole con cui riassumiamo la nostra missione: l’incontro con il Signore, la condivisione sul Vangelo e il lavoro quotidiano, il mangiare insieme i pasti. Tutto con la tavola come elemento di comunione.

Non posso che tornare a casa accesa da questi giorni insieme in Colombia, in pieno stile Doroteo: arder para encender.

Que Dios te bendiga y te regale vida!

Tags: Giovani e Missione, Testimonianze, AmericaLatina, Sud America, Colombia

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